DAI SEGNI ALLA REALTA’



Se diamo uno sguardo alla storia della salvezza, vediamo come sempre il Signore abbia mandato dei segni, perché l’uomo li incarnasse e li facesse diventare realtà.


Prendiamo l’esempio di Mosè quando incontra il roveto ardente: esso è un segno ma avrebbe potuto restare tale senza cambiare nulla nella storia, il roveto potrebbe essere ancora là a bruciare ma non aver inciso nella vita di Mosè, del popolo di Israele e di tutta l’umanità. Che cosa ha fatto la differenza? La risposta dell’uomo. Mosè si è accorto di quel segno, gli si è avvicinato, ha cominciato a comunicare con lui, si è interrogato e ha interrogato. In questo modo il segno è divenuto realtà. Dopo quella risposta è partito un periodo di grandissimi segni, Mosè ha continuato a rispondere e ha potuto avvenire l’Esodo del popolo d’Israele; nel deserto ci sono stati ancora segni abbondanti, ma il popolo, non avendo avuto un rapporto vivo con essi e con Dio, li ha visti ma li ha utilizzati terra a terra calandoli nella propria vita per risolvere le proprie necessità, senza farsi domande più profonde e instaurare una relazione costruttiva con il loro Creatore. Il Signore, invece è sempre stato fedele alle Sue promesse.

Anche i profeti mandati da Dio a Israele hanno compiuto grandi segni ma Israele quasi mai li ha accolti e così il Signore, per ricondurre il suo popolo che si allontanava da Lui, ha permesso la persecuzione, l’esilio e le prove.

Il segno più grande, riconosciuto anche storicamente, è Gesù Cristo. Non molti, però, lo hanno accolto e lo accolgono per quello che è: Dio, la seconda persona della SS. Trinità. Gesù è venuto a dirci ciò che vede fare dal Padre, a indicarci la Via, la Verità e la Vita per salvare l’umanità caduta nel baratro del peccato. Purtroppo, pochi si sono messi in un autentico rapporto con Lui, lasciandosi toccare, guarire e trasformare.

I grandi Santi, che hanno costellato questi due millenni di cristianità, come sono stati considerati dalla maggior parte delle persone? Assai spesso come un fenomeno, qualcosa che stupisce, utilizzati in occasione di riti e feste perlopiù mondane o invocati per preghiere di intercessione; ma quanti hanno permesso che incidessero come stimolo alla propria conversione e vita in Cristo?

Giungiamo alle apparizioni della Madonna negli ultimi secoli ed in particolare a Medjugorje.

Nel messaggio del 25/5/2013 la Madre ci parla forte e chiaro del piano di Dio di ricapitolare in Cristo tutte le cose per salvare tutta l’umanità e ricondurla a sé. E’ un piano che ha origine dall’eternità, dal momento in cui è stato commesso il peccato originale. Maria SS. è venuta ad annunciarlo con le Sue apparizioni sulla Terra in ogni tempo e luogo ma è in questi ultimi cento anni, con le apparizioni a Fatima e Medjugorje, che Dio ha impresso una forte spinta al Suo piano. In questo messaggio la Madonna ci spiega dettagliatamente cosa voleva a Fatima e a Medjugorje, e come sono andate le cose secondo le scelte prese dall’umanità. Tutto è pronto in Dio, ma Egli e così Sua Madre, si fermano sempre di fronte alla nostra libertà. Quale è stata, infatti, la risposta riguardo a Medjugorje? Quale la risposta della parrocchia dopo un primo entusiasmo? Quale quella dei pellegrini? E quella delle nuove comunità? Quale quella della gerarchia della Chiesa? Ci dice la Madre nel messaggio citato: “Così neppure queste apparizioni hanno potuto dispiegare tutta la loro potenza e la verità sulla vita dell’universo rimane tuttora oscurata. A questo punto Dio ha deciso di imprimere al piano di ricapitolazione in Cristo una forte accelerazione non potendo permettere oltre l’azione distruttiva di Satana”. Ha chiamato così alcuni fratelli e sorelle da diverse umanità, li ha preparati e formato il Nucleo Centrale, di cui ha parlato dettagliatamente s. Michele arcangelo nel messaggio del 10/9/2010. Un nucleo portante si è formato vicino a p. Tomislav e Stefania Caterina, membri viventi sulla Terra del Nucleo Centrale.

Dall’anno 2013 un popolo ha cominciato ad aggregarsi attorno alla Fondazione, un popolo sacerdotale, profetico e regale consapevole di voler vivere il proprio battesimo e la dignità di essere figli di Dio. E’ un popolo che incarna quanto espresso da Gesù nel messaggio dell’8/9/2011 “Il futuro del mio popolo”, che vuole vivere i sei punti che sono i cardini della ricapitolazione in Cristo, così come sono stati espressi nel messaggio di s. Michele arcangelo del 10/9/2010.

Questo popolo ha riconosciuto al suo interno i sacerdoti nuovi, confermati dal Nucleo Centrale e, in seguito, ha ricevuto il Segno che indica anche l’appartenenza alla Chiesa di Cristo presente in tutto l’universo. E’ un popolo che si gestisce autonomamente con incontri di formazione, preghiera, condivisione. E’ quindi un popolo diventato realtà e chiamato ad essere sempre più autonomo e visibile.

Il passaggio, adesso, è inverso: se prima era “dai segni alla realtà”, ora, se noi riconosciamo di essere quel segno e viviamo la realtà, saremo confermati dai segni. Quindi, potremmo dire: “dalla realtà ai segni che la confermano”.

Non saranno più i segni che ci aiutano, che ci richiamano, che ci danno una guida, ma una Chiesa che opera una scelta definitiva, profonda e diventa realtà, allora cammineremo spediti e i segni confermeranno i nostri passi. E’ giunto il tempo che il Signore usi la potenza di Dio che è dentro di noi, come nella prima Chiesa.


Primizie di questo passaggio: “dalla realtà ai segni”, le abbiamo già sperimentate lungo il cammino in questi anni ogni qualvolta è stata presa davanti al Signore e in comunione una scelta che è divenuta realtà, e i segni, che per noi concretamente sono stati gli strumenti straordinari che il Signore ci ha donato per questo tempo, hanno confermato.

Proprio il servizio della medicina è uno degli esempi di come la realtà, che abbiamo man mano incarnata, sia stata confermata. Vi presento un breve excursus.

La partenza è stata allorché il Signore, con molta delicatezza mi faceva capire che desiderava che partisse questo servizio e se io ero disponibile. Mi trovavo in un momento sufficientemente impegnativo e difficile della mia vita e umanamente non sapevo come avrei potuto trovare il tempo e le energie che mi avrebbe richiesto. Mi sono, però, fidata del Signore, certa che, se me lo chiedeva, mi avrebbe anche data la possibilità di realizzare ciò che desiderava. Dopo la mia risposta ho cominciato subito a scontrarmi con la realtà: infatti, le idee che avevo sentito nascere in me e i progetti che avevo pensato, come, ad esempio, un ambulatorio medico, dovevano essere cancellati, perché era il Signore che doveva far emergere i Suoi progetti per questo servizio al tempo opportuno. Abbiamo, così, compreso che lo scopo era portare le persone a Gesù Cristo e condurle a vedere la Sua luce. Un altro aspetto importante, di cui abbiamo preso sempre maggiore consapevolezza, è stato che la guarigione che Gesù voleva operare era quella dello spirito e dell’anima e che, quella del corpo, era soltanto l’ultimo passaggio, la manifestazione della guarigione interiore. Un altro punto fondamentale che ci è stato fatto capire e sperimentare nella concretezza è stato quello della comunione, prima di tutto tra medico e sacerdote nuovo e quindi col paziente e tutto il popolo. Di questi aspetti abbiamo già trattato ampiamente in articoli precedenti. In tutto questo processo abbiamo potuto vivere la bellezza, la profondità e la potenza di un rapporto vivo, dinamico col Signore e vissuto nella comunione. Niente ci è stato calato dall’ alto, nessun strumento straordinario ci ha detto: “fate così”, ma è stato proprio dalla comunione che ha preso forma la realtà. E la realtà concreta è poi stata confermata in varie occasioni dagli arcangeli, dai fratelli fedeli, dal Nucleo Centrale. I frutti ci sono stati: abbiamo iniziato con gli incontri mensili e poi sono iniziate le visite mediche, anch’esse fuori dagli schemi della medicina classica, e qui il Signore ci ha dato i primi segni. Per Grazia ci ha fatto vedere, io direi, quasi dei miracoli, non invocati, non chiesti, non carismatici ma partiti dalla trasformazione interiore delle persone alla quale sovente è seguita anche quella del corpo. Abbiamo toccato con mano soprattutto miracoli di trasformazione laddove una persona, passando attraverso una prova, una malattia o una sofferenza, per mezzo di Gesù e inserita in un popolo che vive l’amore di Dio, arriva davvero a cambiare e risorgere.

Le visite sono diventate sempre più intense e alcuni, che hanno vissuto questa trasformazione, partendo dalla propria sofferenza o stando accanto a qualcun altro nel dolore, si sono sentiti chiamati ad un’offerta particolare proprio per il servizio della medicina: è nato così il nucleo di vita rinnovata.

Ultimamente ha preso vita anche un servizio di fisioterapia vissuto sempre secondo le leggi della vita, con gli stessi criteri che abbiamo esposto per la medicina.

Esiste una cooperativa agricola che si sta sviluppando e alla base della quale non c’è il guadagno ma proprio anche qui la trasformazione e lo scorrere della vita di Dio.

Ci si sta aprendo anche alla possibilità di una scuola, sempre su queste basi, e ad altre iniziative messe nella preghiera e nella comunione.

Anche la nostra liturgia è cambiata perché il corpo potesse parteciparvi in armonia con lo spirito e l’anima. Prima, nel nostro fisico, eravamo un po’rigidi, come dei paletti, ora accompagniamo i diversi momenti di preghiera con movimenti che ci rendono più liberi: l’anima si apre, lo spirito le può parlare, il canto esce in un altro modo, con un’altra vibrazione. Lo scopo non è muoversi, è incontrare l’amore di Dio. E vediamo l’ armonia che si crea, dal più grande al più piccolo, dal più giovane al più vecchio, dall’uomo alla donna.


Il nostro centro è Gesù Cristo, nessuno è sano se non incontra Gesù. Siamo uomini e donne che desiderano partire dallo spirito in ogni ambito della nostra vita: nella preghiera, nel lavoro, nella medicina, nell’apprendere e nei rapporti tra di noi, figli di Dio, e con la creazione che ci ha donato. Come popolo siamo chiamati a cominciare a vivere la creazione nuova e incarnare quelle promesse che Gesù ha fatto nel Vangelo.

Abbiamo fatta tanta strada, abbiamo davanti a noi eventi che partiranno con forza. Viviamo nei tempi del Falso Profeta e dell’Anticristo, ci sono state date tutte le grazie per riconoscerli, per prendere le distanze dal loro spirito e da chi fa parte delle loro schiere, perché questo è necessario; così come è necessario che vengano alla luce questi due personaggi, per dare compimento alla storia e perché possa tornare Gesù Cristo. Anche questa è una scelta di maturità cristiana e il Signore confermerà ciò che i Suoi figli nell’ascolto, nel discernimento e nella comunione hanno compreso e deciso di conseguenza.

La domanda che dobbiamo porci è: come possiamo dare il cento per cento, entrare sempre più in una qualità? Desideriamo essere quel segno che permette alle promesse di Dio di realizzarsi, dove il Cuore Immacolato di Maria può trionfare, dove s. Michele con gioia si mette davanti al suo popolo, dove Gesù può agire per liberare l’umanità e ricapitolare ogni cosa.


Rubrica
a cura del nucleo dei medici

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