Famiglia



Desideriamo oggi sviluppare il tema della famiglia alla luce del popolo nuovo, di tutto quello che sappiamo e che ci è stato rivelato, alla luce anche dello scontro frontale che è in atto tra Lucifero e Gesù Cristo, tra il popolo delle tenebre e il popolo della luce. Desideriamo vedere la famiglia come è nel pensiero di Gesù Cristo e non secondo il pensiero e lo schema degli uomini.


Prima di tutto possiamo affermare che ognuno di noi è familiare di Dio. La prima famiglia che ognuno di noi forma è composta dalla persona singola con la ss. Trinità. Siamo infatti stati creati a immagine e somiglianza di Dio, redenti dal sangue di Cristo e stiamo vivendo un percorso di trasformazione attraverso lo Spirito Santo. Siamo inoltre familiari di Maria Santissima: nella Genesi si parla della discendenza del serpente o della Donna. Questo è il secondo passaggio: dopo essere stato creato da Dio, già al concepimento l’uomo sceglie a quale discendenza unirsi e così continua a scegliere per tutto il corso della vita terrena. Come molte volte abbiamo ripetuto, nulla avviene nella materia che prima non sia avvenuto nello spirito: non possiamo avere una famiglia umana senza averne una spirituale.

Siamo quindi familiari di Dio perché creati da Lui, entriamo nella discendenza di Maria Santissima o del serpente per nostra scelta e ci incarniamo in una famiglia concreta a seconda della nostra risposta e del progetto di Dio che abbiamo accolto o rifiutato.


Allora, la famiglia che desideriamo prendere in considerazione è quella in cui siamo familiari di Dio, discendenza di Maria Santissima, sepolti in Cristo nel battesimo e risorti con Lui per cercare le cose di lassù e non quelle della terra. La nostra vita è nascosta in Cristo e non esiste senza di Lui, la famiglia è quello strumento che ci aiuta a conoscere Dio, ad amarlo, servirlo e goderlo per l’eternità (cfr CCC).


Osserviamo ora la Sacra Famiglia che tutti i cristiani riconoscono essere la famiglia perfetta ed esempio per ciascuno di noi. Maria e Giuseppe non si sono messi assieme perché si sono piaciuti o con l’idea di formare una famiglia. Si sono messi assieme secondo un progetto di Dio. E’ Dio che li ha uniti per compiere una missione che era quella di incarnare, educare e far crescere il piccolo Gesù.

Su Alfa Centauri i bambini già all’età di nove/dieci anni sanno chiaramente qual è la loro missione, riconoscono dal di dentro qual è lo/a sposo/a che lo Spirito Santo ha scelto e preparato per loro per condividere la vita e formare una famiglia che è al servizio del progetto di Dio.


Desideriamo che le famiglie che si formeranno nel popolo nuovo siano famiglie che partono dallo Spirito.

Non mi unisco, quindi, in matrimonio perché sono attratto, innamorato, provo forti emozioni, desidero colmare la solitudine o avere figli ma perché riconosco in colui che diventerà il mio futuro/a marito/moglie quella persona che per me è l’aiuto più grande che posso avere per andare verso Dio; riconosco dal di dentro e attraverso un percorso vissuto in comunione che è la persona giusta per me per sviluppare tutte le mie potenzialità in Dio.

Partendo così dallo Spirito i coniugi scoprono la loro originalità e missione, formano una famiglia secondo il progetto di Dio in cui scorre l’Amore Trinitario e in essa anche i figli, il lavoro e la vita di ognuno si sviluppa e cresce in armonia.

E’ una sfida che il popolo nuovo vuol lanciare ai giovani! E’ fondamentale però che non vengano lasciati soli ma accompagnati da tutto un popolo che cammina insieme in Dio.




Il messaggio di S. Giuseppe nella solennità della Sacra Famiglia 30/12/2016 ha molto da insegnarci e può suscitare tra di noi uno scambio vivo:

“Carissimi figli miei,

permettetemi di chiamarvi così perché lo siete. Desidero benedirvi in questo giorno nel quale ricordate la Sacra Famiglia. Io non sono stato solo il custode della santa Famiglia di Nazaret ma sono anche il custode di tutto il popolo nuovo. In questo popolo continuo la missione che Dio mi ha assegnato, affidando alla mia custodia Maria e Gesù: custodisco ciascun fratello, ciascuna sorella del popolo nuovo come ho custodito Maria e Gesù.

Oggi voglio dirvi che, prima di tutto, dovete sentirvi parte di una famiglia immensa che è quella di Dio. Prima della famiglia di sangue c’è una famiglia spirituale che è la famiglia di Dio, è il suo popolo; di questo voi siete parte. Dalla vostra appartenenza alla famiglia di Dio, cioè al suo popolo, nasce la missione di ciascuno di voi, compresa quella di formare una famiglia nella carne, perché anche questa è una missione.

Siete membri del popolo di Dio, della sua famiglia, perché desiderate essere familiari di Dio, avere cioè un rapporto sincero e vivo con Lui. Solo se siete familiari di Dio, potete costituire una vera famiglia di sangue. Oggi purtroppo molte famiglie sulla Terra non sono come dovrebbero essere perché i coniugi e i figli non sono prima di tutto familiari di Dio. Quando manca il rapporto vivo con Dio, anche i rapporti tra i coniugi, tra i genitori e i figli si svuotano della grazia, fino a diventare semplici rapporti umani dove Satana gioca facilmente.

Voi siete membri del popolo di Dio ma ciascuno di voi è anche custode del popolo. Siete infatti chiamati a edificare il popolo di Dio e a vegliare su di esso col vostro impegno, il vostro amore e la vostra sincerità. Ciascuno di voi è responsabile del popolo, per la parte che gli spetta nell’edificazione del popolo di Dio. È molto importante che sentiate la responsabilità di appartenere alla famiglia di Dio e di esserne i custodi.

Allo stesso modo dico a voi coniugi: siete custodi gli uni degli altri, familiari di Dio e familiari fra voi in Dio. Siete i custodi l’uno dell’altro e siete chiamati a offrire la vita a Dio l'uno per l'altro. Il matrimonio, senza l’offerta della vita a Dio l’uno per l’altro, diventa una prigione ma Dio non vi ha chiamati a questo. Vi ha chiamato ad essere persone integre e libere che si scambiano il dono reciproco dell’amore e che, nell’offerta della propria vita a Dio, crescono e fanno crescere i figli. Ogni famiglia è il luogo dove cresce la vita, ma è anche il luogo dove dovrebbe crescere la santità di Dio, perché è dalla santità dei coniugi che nasce la santità dei figli: i figli vengono educati e santificati per mezzo della santità dei coniugi.

Sappiate che Dio dona a ciascuna famiglia un angelo custode. Avete letto nel Vangelo di come l’angelo mi ha guidato sempre, mi ha avvertito dei pericoli, mi ha indicato la strada[1]; lo stesso vale per ciascuna famiglia. Ogni famiglia ha il suo angelo custode e ciascuna famiglia dovrebbe pregarlo e chiedere il suo aiuto per evitare i grandi pericoli che la famiglia corre in questo tempo nel mondo.

La famiglia, figlioli miei, è al centro di una grande battaglia. Lucifero ha capito che colpire la famiglia significa sradicare l’individuo e impedirgli di arrivare alla sua identità. Ha compreso che nuocere alla famiglia vuol dire compromettere la società, il mondo ma anche l’intera umanità, perché l'umanità è essa stessa una famiglia composta da tante famiglie, sia di sangue che spirituali.

Nel benedirvi oggi vorrei richiamarvi ad essere custodi della famiglia in tutte le sue forme ma, prima di tutto, custodi di quell'immensa famiglia che è il popolo di Dio.

Insieme alla Vergine Maria, mia sposa, vi benedico e vi accompagno su questo cammino, nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo”.


Osserviamo ora qual è la situazione della famiglia sulla Terra. E’ facile vedere che il 99% di esse non sta assieme per un progetto di Dio. La grande confusione che c’è al giorno d’oggi prospetta “famiglie” di ogni tipo fuori da ogni minimo buon senso, ma anche dove c’è una famiglia apparentemente “bella” raramente è radicata in Gesù Cristo e nella volontà di Dio ma piuttosto in una dimensione umana.

Le conseguenze le vediamo in continuo: “Le mie aspettative non sono state corrisposte, quel comportamento mi ha deluso, quella persona non riesce a relazionarsi come vorrei, i miei figli non sono come li avevo pensati.” Infatti, costruendo su un affetto umano, non è possibile colmare quell’infinito bisogno di amore che trova la sua pienezza solo nella relazione con Dio e ci lascerà sempre una sensazione di vuoto. Non ci potrà riempire quell’amore che parte da noi, ma quell’amore che ha origine dalla ss. Trinità, quell’amore disinteressato ed eterno che siamo chiamati a donarci gli uni gli altri.

Nel contesto di una famiglia dove non ha posto l’amore puro che viene da Dio si sviluppano tutte le patologie. Le nostre ferite nascono dal binomio ”desidero l’amore e lo rifiuto”. Lo rifiuto perché lo idealizzo a modo mio e quando lo ricevo mi ferisce, non mi piace. All’interno della famiglia nascono il 99% dei problemi della società.

Spesso la famiglia diventa l’ambito in cui noi coccoliamo le nostre debolezze. Ci sentiamo sicuri perché non siamo spronati ad andare oltre e ne facciamo un rifugio dove poter sviluppare le nostre patologie. Si arriva a volte all’eccesso estremo, allorché le persone riconoscono la famiglia laddove possono sviluppare la loro patologia.

Un altro problema legato a questo vivere la famiglia come bisogno umano è quello della dipendenza. Se non sono profondamente radicato nell’amore che nasce dalla SS Trinità, dipendo dall’altro per colmare il mio vuoto perché non riesco a stare solo.


Guardiamo ora nel concreto sulla Terra come ci possiamo muovere come popolo nuovo in cammino verso la Nuova Creazione.


-Per chi è già sposato e per chi ha già formato una famiglia:

Bisogna guardare alla situazione di partenza che già c’è, che magari non era quella pensata da Dio ma dalla quale ora possiamo ripartire, purché ci sia la volontà di mettere le basi giuste, di vivere da ora in avanti integri, offerti e in comunione secondo quelle leggi dello Spirito che donano la vita e ci mantengono nell’ordine stabilito dal Creatore. All’interno di un nucleo, sia il singolo che la coppia già formata verranno aiutati a scoprire la propria originalità per andare a Dio e a far uscire le eventuali patologie che, se lo si vuole, potranno essere offerte in comunione e consegnate a Gesù. Avverrà così un processo di guarigione per la famiglia, la quale non sarà esente dall’attraversare la Croce ma potrà giungere alla Resurrezione.


-Per i giovani e le nuove coppie

Ribadiamo con forza ai giovani quanto ci ha detto S. Giuseppe: “Al di fuori di una famiglia spirituale non può nascere una famiglia di carne” e ciò che ci indica il Vangelo: “ Chi ama il padre, la madre più di me, il figlio e la figlia più di me non è degno di me”.


Cosa comporta questo? Quali passi concreti?

  1. Il mio rapporto con Dio: essere familiare di Dio, essere discendenza di Maria, voler vivere integro e offerto mettendo Gesù Cristo al centro della mia vita.

  2. Scoprire ed accogliere la propria originalità in Dio e la propria missione, attraverso il rapporto con il Signore e il rapporto con il nucleo.

  3. Riconoscere l’azione dello Spirito Santo qualora mi indichi di unirmi ad un/a compagno/a che vedo essere per me la persona giusta per portarmi a Cristo. Scopriamo che la cosa è reciproca e desideriamo entrambi andare assieme verso Dio perché si compia il suo progetto su di noi.

  4. Compiere degli atti di fede: è un atto di fede credere che sia lo Spirito Santo ad unirci ed è un atto di fede credere che siano lo Spirito Santo e la comunione ad indicare la persona giusta.

  5. Mettersi a disposizione di Dio ponendoLo, come coppia, al primo posto nella nostra vita. Ci richiama in questo senso il Vangelo già citato con le parole “ Chi ama il padre, la madre più di me, il figlio e la figlia più di me non è degno di me”. Ciò significa costruire su Cristo e partire dall’amore che viene da Lui per poi condividerlo tra di noi.


Tutto questo è bellissimo: è il progetto del Creatore per i suoi figli, l’Amore del Salvatore che, avendoci liberati dal peccato, ci risana e ci dà la possibilità di viverlo in pienezza e l’opera del Santificatore che è sempre presente, ci dà vita e ci accompagna.

Ciò comporta, però, delle chiare scelte da fare, che possono essere dolorose se c’è qualche attaccamento a se stessi, al proprio io, al proprio pensiero, ai propri affetti o alle cose.

Alcuni saranno combattuti nel lasciare tutto ciò che il mondo propone e qui ci si ritrova un po’ come al momento del concepimento: da un lato c’è la proposta di Cristo che mi accompagna attraverso la Croce per arrivare alla Resurrezione e alla gioia piena; dall’altra quella di Lucifero che mi fa apparire tutto il suo mondo luccicante e desiderabile.


Siamo consapevoli che entrare nel vero pensiero di Cristo comporta per tutti noi, anche in questo ambito, scardinare tante strutture mentali che l’uomo della Terra ha costruito lungo i secoli e che ci danno sicurezza. Sottolineiamo che in questo non vogliamo essere rivoluzionari portatori di un pensiero proprio, ma inserirci in quelle leggi divine d’Amore che il Signore ha preparato per i suoi figli in tutto l’universo.



Al popolo nuovo, ai suoi membri, ognuno con la propria originalità, spetta il compito di accompagnare le coppie e le famiglie: siamo infatti responsabili gli uni degli altri per vivere e crescere nello stesso Spirito.

Sarà allora possibile alla Grazia abitare in mezzo a noi, la coppia non si sentirà sola, gli anziani saranno valorizzati in quello che è il frutto della loro esperienza e santità di vita, i bambini accolti e guidati verso la stessa direzione dove tutti camminano seguendo l’unico maestro e salvatore Gesù Cristo.





[1] Cfr. Mt 1, 20-21; Mt 2, 13; Mt 2, 19-20

Rubrica
a cura del nucleo dei medici

Fondazione Fortezza dell'Immacolata fortezza.immacolata@libero.it © 2016-2020